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Manuale per fare impazzire un grafico

febbraio 14, 2012

Via Scoop.itIdee in transito

Microsoft Office è un software di grafica
Se dovete inviare ad un grafico un qualunque documento, assicuratevi che sia fatto con un’applicazione del pacchetto Microsoft Office. Se dovete consegnare delle immagini, non inviate direttamente i Jpeg: incorporateli in un file Word o Power Point. Non
dimenticatevi di abbassare la risoluzione delle immagini a 72 dpi, e alle prime lamentele del grafico usate la formula: « Ma io a video la vedo benissimo ».   Intasate la posta   Se dovete inviare via mail delle immagini, dimenticatevi di allegarle almeno un paio di volte, e non correggete l’errore finché non sarà il grafico, disperato, a farvelo notare. Se vi chiedesse immagini ad alta risoluzione, allegate l’intera cartella di file Raw, senza
comprimerle.   Brutti caratteri   Se il grafico, bontà sua, vi chiede un’opinione su un font, dite che preferite l’Helvetica. Se piace anche lui, scegliete l’Arial. Se è d’accordo, aspettate qualche giorno e poi dategli il colpo di grazia scegliendo il Comic Sans. Con il passare dei giorni, chiedete di inserire sempre piú font: meglio se un progetto ne conta 4 o 5 diverse tra loro.   Troppo bianco   I grafici tendono a lasciare troppo bianco sui fogli, con la scusa del ‘respiro’, della ‘pulizia’ e dei ‘contrografismi’. Non dategli ascolto. La vera ragione per cui lo fanno è rendere il documento piú grande, facendo aumentare il numero di pagine e il conseguente costo per voi. Usate quindi ripetutamente la ben nota formula: « Non si
può riempire tutto quello spazio bianco lí? »   Logo vecchio…   Se avete già un vostro logo, assicuratevi di inviarlo al grafico in formato Gif o Jpeg e a bassissima risoluzione, meglio ancora se copiato-e-incollato direttamente da internet e se il logo è su uno sfondo non omogeneo (troppo facile se è tutto a fondo bianco), cosí il grafico dovrà impazzire per scontornarlo. Una volta che il grafico avrà perso le ore a sistemare alla meglio un logo piccolissimo, abbiate cura di chiederglielo molto piú grande di cosí. Il tocco di classe è consegnare al grafico un oggetto con già stampato
il vostro logo: possibilmente, su una superficie curva o particolare (penne, tazze, mousepad, magliette), il piú piccolo possibile, con finiture che ne rendano impossibile la scansione (lamine dorate o vernici) o, meglio ancora, preso da un fax di cinque anni
prima che avrete appositamente conservato.   …e logo nuovo   Se invece avete bisogno di creare un logo da zero, avrete campo libero per far impazzire il grafico alla grande. Fate fare uno schizzo della vostra idea a vostro nipote di 5 anni, magari sulla carta igienica o su un tovagliolo da cucina. Non impiegateci piú
di cinque minuti: meno il grafico capisce, piú spazio avrete per richiedere centinaia di modifiche successive. Non accettate mai la prima proposta del grafico. Nemmeno la nona, se è per questo. Chiedetegli di volta in volta di cambiare colori, font e clipart, di
inserire una foto nel logo, bordi in rilievo, luminescenze, sfumature, Comic Sans. E quando sarà alla decima proposta, ditegli che la vostra preferita è la seconda che vi ha mostrato.   Vocabolario impossibile   Quando gli descrivete ciò che volete in un progetto, usate termini che non significhino niente. Inventateli, se necessario: « Lo vorrei piú frizzante », « Si può vedere una versione meno sbriluccicosa? », « Mi fai una grafica piú tipo che la guardi e dici che figata? ». Se volete esagerare, sostituite i possibili aggettivi con espressioni
del viso e della voce tipo « Mmmmm »: « Me lo immagino piú mmmmmmh e meno mmmmmmh ». Nel descrivere le proposte del grafico, non dimenticate di usare termini chiave come: banale, già visto, troppo vecchio, troppo moderno.   Parole, parole, parole   Se il grafico vi chiede testi per un catalogo o una brochure, mandateglieli a piccoli pezzi in molte mail diverse a distanza di giorni. Se dovete modificare anche solo poche parole, ricordatevi di inviare l’intero testo senza specificare quali sono le modifiche. Non lesinate in errori grammaticali, doppi spazi, « è » con l’apostrofo. Mandate i testi incompleti, chiedendo al grafico di completarli « che tanto poi li vediamo dopo assieme ».   Scegliere l’immagine   Come per la grafica, anche le immagini devono essere ‘belle’, ‘frizzanti’, ‘d’impatto’, ‘non banali’. Se il grafico vi propone di acquistarle da siti professionali o di organizzare un set fotografico, sappiate che vuole solo spillarvi piú soldi. Resistete, e chiedete che
si scarichi le foto da Internet senza pagare una lira. Quando dovete scegliere le foto proposte, giocatevi la carta del fotoritocco: « Mi piace questa, ma la tipa bionda la vorrei mora » oppure « Questa foto è perfetta, se solo la cravatta del tipo fosse a righe invece che a pois!” ». Non dimenticate di aggiungere: « Tanto con il computer ci vuole un attimo ». Quando il grafico sarà stremato ma finalmente soddisfatto per la decisione presa, proponete pacificamente: « Ma se usassimo delle clipart? ».   Deadline, dead man   Quando si avvicina la scadenza del progetto, ricordate di mettergli pressione: telefonate, mandate mail, ritelefonate per essere sicuri che abbia letto la mail. Quando vi manderà la bozza finale per l’approvazione, invece, prendetevi molto piú tempo di quanto serva, senza cedere alle insistenze del grafico. Aspettate di fornirgli le ultime modifiche chiave a poche ore dalla scadenza, assicurandovi che debba lavorare anche di notte per rispettarla.   Il colpo di grazia   A questo punto, il vostro grafico sarà cotto a puntino: se tutto è andato secondo i piani, dovrebbe essere arrivato alla fase dell’assoluta sottomissione. Conscio di non potervi convincere su nulla, si limiterà ad eseguire i vostri ordini pedissequamente. Assicuratevi che sia cosí e, quando siete pronti a prendere la decisione finale per la stampa, fategli notare che siete rimasti delusi dalla sua mancanza d’iniziativa. Che, dopotutto, avete fatto tutto voi. Che vi sareste aspettati piú consigli, piú proposte, piú talento. Che, per quel poco che ci ha messo, il progetto lo poteva fare vostro nipote di sedici anni con Paint e Publisher. Che, soprattutto, non avete intenzione di pagargli quel poco lavoro fatto finora. È fatta: il grafico, stremato, cadrà ai vostri piedi e verrà ricoverato nel piú vicino ospedale psichiatrico

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